Rivista AIAF - Associazione Italiana degli Avvocati per la famiglia e per i minoriISSN 2240-7243 / EISSN 2704-6508
G. Giappichelli Editore

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Rapporti di convivenza, unioni civili e matrimonio tra persone dello stesso sesso nel Regno Unito (di Suzanne Todd (Partner responsabile del Dipartimento di Diritto di Famiglia dello Studio Wither di Londra))


SOMMARIO:

1. Alcune interessanti statistiche inglesi - 2. I diritti riconosciuti alle coppie omosessuali sono differenti nelle diverse regioni del Regno Unito - 3. Bert e Ernie - 4. Uno sguardo ai territori inglesi oltremare e alle dipendenze della Corona britannica - 5. Diversi modelli per i rapporti tra le persone dello stesso sesso - 6. I rapporti di convivenza - 7. Le unioni civili - 7.1. Statistiche sulle unioni civili - 7.2. Unioni civili. – Azioni legali nel momento di crisi - 8. Matrimoni tra persone dello stesso sesso - 8.1. Le coppie omosessuali sposate - 8.2. Il riconoscimento dei matrimoni celebrati fuori dal Regno Unito - 8.3. Differenze tra le unioni civili e i matrimoni formati da persone dello stesso sesso


1. Alcune interessanti statistiche inglesi

Ho pensato potesse essere interessante fare riferimento ad alcuni dati statistici che sono indicativi del trend attualmente vigente nel Regno Unito. Tra il 1996 e il 2013, il numero delle famiglie sposate è sceso da 12,6 m a 12,3 m (circa il 3% in meno). Nello stesso periodo, il numero delle coppie omosessuali conviventi è aumentato del 450%, passando così da 16.000 a 89.000.


2. I diritti riconosciuti alle coppie omosessuali sono differenti nelle diverse regioni del Regno Unito

a)  In Inghilterra e in Galles i matrimoni tra persone dello stesso sesso sono stati riconosciuti nel 2014, mentre le unioni civili sono state regolamentate a partire dal 2005. Ancora oggi, invece, non è stata introdotta alcuna legge a tutela delle coppie conviventi (omosessuali o eterosessuali che siano). b)  Lo stesso discorso vale per la Scozia. c)  In Irlanda, il matrimonio tra persone dello stesso sesso è stato introdotto nel 2015 (a seguito di un referendum popolare) e le unioni civili sono state regolamentate nel 2010. Esiste, inoltre, sempre dal 2010, una disciplina giuridica per le coppie conviventi, eterosessuali ed omosessuali (la disciplina della convivenza è stata introdotta con il “Civil Partnership and Obligations of Cohabitants Act” nel 2010). d)  In Irlanda del Nord, invece, il matrimonio tra persone dello stesso sesso non è ammesso dalla legge. L’Irlanda del Nord è l’unica regione del Regno Unito in cui le coppie LGBT non possono sposarsi. Le unioni civili sono comunque state regolamentate nel 2005 e, anche in questo caso, come in Inghilterra, Galles e Scozia, non vi è alcuna tutela per le coppie conviventi eterosessuali o omosessuali.


3. Bert e Ernie

Sono nata in Irlanda del Nord e quindi non posso non cogliere l’occasione di parlare del celebre caso “Bert and Ernie Cake”! Il signor Lee, un attivista gay, aveva commissionato al panificio Ashers una torta per celebrare la Giornata Internazionale contro l’Omofobia nel 2014. La torta, secondo la richiesta del cliente doveva raffigurare i personaggi della serie tv Sesame Street Bert e Ernie ed avere la scritta “Support gay marriage” (“Sostieni il matrimonio gay”). Il gestore del panificio, di profonda fede cattolica, si è rifiutato di preparare la torta e il signor Lee ha portato il caso in tribunale. Il tribunale ha accolto le ragioni al signor Lee, sostenendo che il panificio si era reso colpevole di discriminazione nei suoi confronti in ragione del suo orientamento sessuale e ha condannato i titolari del panificio per violazione dell’“Equality Act (Sexual Orientation) Regulations” del 2006. Lo scorso anno, peraltro, anche la Corte d’Appello cui si erano rivolti i titolari del panificio ha confermato la sentenza di primo grado. L’attivista gay Peter Tatchell ha definito la sentenza «una sconfitta per la libertà di espressione». Peter ha infatti affermato che la «discriminazione contro le persone dovrebbe essere punita dalla legge» ma, al contempo, «ciascuno deve poter manifestare le proprie idee e opinioni liberamente».


4. Uno sguardo ai territori inglesi oltremare e alle dipendenze della Corona britannica

Tra i quattordici Paesi che rappresentano i territori inglesi oltremare, il matrimonio tra persone dello stesso sesso è legalmente riconosciuto solo in sei di questi. Per quanto riguarda, invece, i tre territori alle dipendenze della Corona, i matrimoni tra persone dello stesso sesso sono stati disciplinati solo nell’Isola di Man (nel mese di luglio 2016) ma otterranno comunque, a breve, riconoscimento anche nel Guernsey.


5. Diversi modelli per i rapporti tra le persone dello stesso sesso

Nel Regno Unito i rapporti tra persone dello stesso sesso possono essere suddivisi in tre categorie che attribuiscono diversi diritti e un diverso status ai componenti di ciascuna: a)le coppie omosessuali conviventi non hanno un formale riconoscimento giuridico ed i membri non acquisiscono alcuno status personale; b)le unioni civili sono riconosciute in forza del “Civil Partnership Act” del 2004 e riguardano le sole coppie omosessuali. Recentemente, una coppia eterosessuale ha chiesto alla Corte d’Appello la possibilità di ottenere il riconoscimento del loro rapporto come unione civile. Il giudizio, però, si è concluso sfavorevolmente per la coppia (si tratta del caso Steinfield v SSE [2017] EWCA Civ 80). La Suprema Corte, in tale occasione, ha statuito che la disciplina delle unioni civili tra persone dello stesso sesso non può essere estesa anche alle persone di sesso opposto. La Corte ha altresì aggiunto che, anche se tale decisione potrebbe apparire discriminatoria, non spetta agli organi giudiziari il compito di gestire questioni che attengono al Governo. c)Il matrimonio tra persone dello stesso sesso è stato introdotto dal “Marriage (Same Sex Couples) Act” del 2013 il quale ne detta altresì la relativa normativa.


6. I rapporti di convivenza

Nel Regno Unito non vi è ancora una disciplina legislativa sulla convivenza tra le coppie omosessuali (ed eterosessuali) e questo tipo di rapporto non ha ancora ottenuto un riconoscimento giuridico. Non esiste ancora, contrariamente a quanto si possa credere, un legame “di convivenza more uxorio” (come lo intendiamo in Italia) e i problemi sorgono soprattutto laddove si presume che le coppie inglesi conviventi abbiano gli stessi diritti legali delle coppie sposate nel momento della crisi del loro rapporto (in particolare quando ci sono dei figli). Infatti, mentre alle coppie sposate che desiderano divorziare, e ai partner civili che desiderano separarsi, è riconosciuto il diritto di proporre un’azione legale avente ad oggetto le questioni economiche nonché la possibilità di beneficiare di un’ampia discrezionalità in tal senso (circostanza, questa, che ha fatto del sistema giuridico inglese la sede più “generosa” al mondo per le questioni attinenti al divorzio), al contrario, alle coppie conviventi, non sono concessi gli stessi diritti. Le coppie conviventi che decidono di porre fine al loro rapporto, infatti, non hanno alcuna simile possibilità di ricorrere al Tribunale della Famiglia e ciò nonostante la durata del rapporto e l’eventuale presenza di figli. Le questioni relative alle proprietà immobiliari, poi, sono risolvibili solo sulla base delle evidenze documentali contenute nei Registri e in forza dei principi di equità (che sono antiquati e assai complicati). Le coppie conviventi, pertanto, non possono fare riferimento ad alcuna promessa di “mantenimento”. Per queste coppie resta comunque ammessa la possibilità di agire per conto di eventuali figli e ciò ai sensi del “Children Act”, del 1989. In sostanza, le coppie conviventi, nel momento di crisi del loro rapporto, hanno diritti, azioni e obblighi reciproci davvero molto limitati e devono fare affidamento, per quanto riguarda le azioni sulla proprietà immobiliare, sul “Trusts of Land and Appointment of Trustees Act” del 1996. In tale momento non è garantito alcun diritto in merito alla possibilità di avere una quota percentuale di proprietà sulla proprietà immobiliare dell’altra parte. Il tribunale non ha alcun potere imperativo e nessuna [continua ..]


7. Le unioni civili

Lo scopo del “Civil Partnership Act” del 2004 è stato quello di garantire un riconoscimento giuridico alle coppie formate da persone dello stesso sesso che hanno deciso di registrare la loro unione come un’unione civile. Al contempo si è voluto riconoscere a queste coppie un vero e proprio status giuridico e rilevanza sociale. L’unione civile si forma attraverso la firma e la registrazione dei documenti relativi all’unione civile (senza alcuna dichiarazione verbale). Si tratta di un adempimento burocratico e l’eventuale cerimonia deve avere connotati del tutto laici. Le unioni civili formatesi fuori dal paese sono riconosciute in forza del CPA del 2004. In ogni caso, come forse è facile immaginare, le unioni civili sono diminuite drasticamente nel marzo 2014, a seguito dell’introduzione dell’istituto del matrimonio anche a favore delle coppie omosessuali. Al contrario, invece, la crisi e la fine delle unioni civili sono aumentate a causa del cospicuo numero di unioni che si erano formate a partire dal loro riconoscimento nel dicembre 2005. Questo trend, tuttavia, è destinato a svanire in futuro: infatti, formandosi molte meno u­nioni civili e più matrimoni, si avrà un aumento dei divorzi in luogo della crisi delle unioni civili. Il Governo del Regno Unito ha confermato di recente che non c’è alcuna intenzione, al momento, di modificare la legge relativa alle unioni civili.


7.1. Statistiche sulle unioni civili

Queste statistiche sono molto interessanti. Nel 2015, in Inghilterra, si sono formate 861 unioni civili, il che significa che vi è stata una riduzione pari al 49% rispetto al 2014. Le unioni civili sono diminuite dell’85% dal 2013 e ciò risulta evidente a seguito dell’introdu­zione della normativa sui matrimoni tra persone omosessuali nel marzo 2014. Circa la metà delle coppie che hanno deciso di formare un’unione civile era composta da persone con più di 50 anni. Sappiamo inoltre che, nel 2015, sono state presentate in tribunale circa 1.200 domande per la cessazione dell’unione civile – un aumento di circa il 14% rispetto all’anno precedente.


7.2. Unioni civili. – Azioni legali nel momento di crisi

Si tratta di rimedi simili al divorzio nel caso di crisi del matrimonio (di ciò è stata data conferma nel caso che ha visto coinvolti Mr Lawrence contro Mr Gallagher nel 2012). Peraltro, la convivenza iniziata nel periodo antecedente l’unione civile è considerata come parte dell’unio­ne e da questa viene, in un certo senso, “assorbita” (si tratta di un aspetto importante soprattutto in considerazione del fatto che il giudice, nel decidere sulla crisi della coppia, dovrà tenere in considerazione anche la durata del rapporto). Tuttavia, in tema di proprietà, qualcuno potrebbe intravedere un approccio molto più rigido in caso di convivenza perché il tribunale sembra maggiormente disposto a proteggere le proprietà acquistate prima che essa si sia formata e separatamente. In sostanza, comunque, il tribunale ha gli stessi poteri e applica gli stessi principi per decidere le questioni economiche sia che decida sulla base del “Civil Partnership Act” del 2004 sia che decida facendo riferimento alle norme del “Matrimonial Causes Act” del 1973.


8. Matrimoni tra persone dello stesso sesso

“The Marriage (Same Sex Couples) Act” del 2003 è stato emanato nel marzo 2014 e con esso è stato esteso l’istituto del matrimonio anche alle coppie le cui parti hanno lo stesso sesso. Nello stesso anno in cui nel Regno Unito è stato reso legalmente possibile il matrimonio tra persone dello stesso sesso, si sono sposate più di 15.000 coppie omosessuali. È interessante notare che a sposarsi sono state soprattutto donne.


8.1. Le coppie omosessuali sposate

Il “Marriage Act” del 1949 prevede un procedura standard per il matrimonio. Il rifiuto di celebrare un matrimonio tra sposi omossessuali, da parte di chi è autorizzato a farlo, implica una violazione dell’“Equality Act” del 2010. Dal dicembre 2014, le parti di un’unione civile formatasi in Inghilterra o in Galles possono convertire la loro unione civile in matrimonio. Quando un’unione civile è convertita in matrimonio, l’unione civile termina definitivamente e il matrimonio che ne risulta viene considerato come se fosse stato tale già dal momento della costituzione dell’unione civile (la conversione ha quindi un effetto “retroattivo”). Riassumendo, quindi, le parti di un’unione civile non possono sposarsi fino a che l’unione non sia cessata, ma le unioni civili possono essere convertite in matrimonio.


8.2. Il riconoscimento dei matrimoni celebrati fuori dal Regno Unito

Il matrimonio celebrato ai sensi della legge di un qualsiasi altro paese al di fuori del Regno Unito non può non essere riconosciuto in Inghilterra e in Galles solo perché formato da persone dello stesso sesso. Pertanto, perché il matrimonio celebrato in un paese diverso dal Regno Unito sia riconosciuto, è sufficiente che sia dotato di tutti i requisiti e formalità richiesti dal paese in cui è stato celebrato.


8.3. Differenze tra le unioni civili e i matrimoni formati da persone dello stesso sesso